È nato un po’ così, a caso, dall’unione di un po’ di italiani in ritiro con un gruppo internazionale, con un coach che ha fatto un mix italiano/inglese, e un pizzico di accento romano, che non fa mai male, nel ritrovo prima di un allenamento di corsa. Scendiamo io e Ale, e Giulia ci accoglie ridendo con un: “Joel ha detto: -Mancano i Fabians”. Con due B, però, giustamente, alla romana. 

I FABIANS, siamo noi. O meglio, lo saremo a breve, tra meno di quattro mesi, quando diventeremo “i signori Fabian”, ma aggiungendo la S del plurale inglese, ci sta, per renderlo più international, I Fabians, e più immediato. Con l’articolo in italiano, però.

Insomma, non saremo i “The Ferragnez”, anche perché dall’unione dei nostri cognomi non penso possa nascere nulla di buono (come mi ha già fatto notare mia sorella, quando Michelle Hunziker ha chiamato la figlia Sole, dall’unione del finale dei nomi Tomaso e Michelle, anche se uniamo i nostri nomi non viene nulla di buono, come nome per una bambina: Alessand ROValer IA). 

Speriamo che almeno venga qualcosa di buono dall’unione di noi due. 

Il 22 maggio saranno 6 anni “ufficiali” che stiamo insieme, ma la nostra storia è iniziata molto prima, a novembre 2012, quando ci siamo visti la prima volta e abbiamo iniziato subito ad uscire insieme. Ma ci abbiamo messo un po’ a rendere la cosa ufficiale. 

Perché quando abbiamo iniziato ad uscire, nessuno dei due avrebbe pensato di arrivare qui. Ale forse neanche mai avrebbe pensato di sposarsi, mentre io, di certo, mai avrei pensato di sposarmi un atleta olimpico. Eppure lo stiamo per fare.

Negli ultimi sei mesi mi sembra di essere entrata in un vortice di cambiamenti continui, di cose da fare, di progetti, di preparativi, di idee e impegni. Vorrei fare tutto e alla fine mi sembra di fare sempre troppo poco rispetto a quanto vorrei. 

Ma in realtà, piano piano, il nostro matrimonio sta prendendo forma. Il luogo, il tema, l’abito, i testimoni, la celebrazione, i canti, la festa, le partecipazioni,… 

Con Ale distante non è semplice, anzi. A volte gli salto su perché non capisce le mille cose che ci sono da fare, e più io vado in ansia, più lui rimane calmo, impassibile, e con spirito zen mi risponde: “Vale, tranquilla. Si fa tutto”. E io mi incazzo ancora di più: “Fattelo tu allora!!

Il tipico “Fabian-contributo”.

Eccoci, I FABIANS. Poi ridiamo, poi facciamo pace. Poi la volta dopo in cui si parla di preparativi capita lo stesso. Poi risolviamo. Poi, in qualche modo, se riusciamo a fare i documenti e lui trova il tempo di andarsi a provare un vestito, magari a settembre dovremmo anche riuscire a sposarci. E chissà cosa verrà fuori, di buono, da noi due. 

Ma intanto, in questa nuova sezione del blog, un po’ alla volta raccontiamo come tutto si sta strutturando, come pezzo dopo pezzo, il puzzle di quel giorno prende forma, perché ad ogni pezzetto aggiunto, sembra più reale. E se già finora tutto è stato un vero e proprio casino, se le cose da fare e gli impegni da conciliare sono tantissimi, non ci sono dubbi che da qui a settembre potrà solo andare… in peggio! 

I FABIANS. Questa mescolanza grammaticale che sa tanto da inglese maccheronico, che alla fine è divertente e fa sorridere. E lo stesso vale per noi: è tutto un gran casino, ma alla fine, sarà divertente anche così.

Photo: Tommy Zaferes

CON ALE NON VALE, comunque, perché dopo aver fatto la proposta ed aver tagliato l’angolo il giorno dopo, partendo per il ritiro, ora Fabian tornerà a casa il 19 maggio, mi omaggerà della sua presenza per ADDIRITTURA un paio di settimane, in cui mi ha assicurato che darà, quando richiesto, il suo contributo alla causa (se non altro si rende un po’ più consapevole del fatto che si tratti del SUO matrimonio). Dopodiché ripartirà per gare e ritiri. Per tre mesi. 

Tornerà il 2 settembre. Dopo 5 giorni ci sposiamo. 

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