07.06.2019. Tra 3 mesi ci sposiamo. Ieri Ale è partito e non tornerà a casa prima di settembre; cioè pochi giorni prima del matrimonio. Oggi è stato l’ultimo giorno di scuola. L’ultimo giorno di un anno particolare, interrotto per un paio di mesi ma non per questo meno complicato e intenso. I bambini sono esseri speciali, in grado di darti tanto ma nello stesso tempo di prosciugarti totalmente le energie. 

Oggi, nel nostro ultimo giorno di scuola insieme, i bambini di una delle due classi in cui insegno mi hanno fatto un grande regalo: abbiamo preparato insieme qualcosa per il mio matrimonio. L’idea della mia collega di riproporre il lavoretto per la festa della mamma anche “per il matrimonio della maestra Valeria” è stata accolta con così tanto entusiasmo dai bambini che non potevo assolutamente dire di no.

È un’idea semplice, originale, magari il risultato non sarà “esteticamente perfetto” o super chic, ma poco importa: quel giorno, guardandomi intorno, avrò anche un ricordo di questo giorno in cui li ho visti lavorare, concentrati, per fare un regalo a me.

Oggi è il primo giorno senza Ale, e come ogni volta un po’ di tristezza c’è. La vita è completamente diversa senza di lui: più tranquilla, sicuramente (il che a volte non guasta), meno imprevedibile. Sicuramente più vuota anche. 

Vittoria sa bene che quando lo zio Ale parte, deve darmi dose doppia di abbracci, coccole e baci, così, per compensare. l’altra sera, quando è andato a salutare i bambini, le abbiamo detto che quando tornerà, sarà ormai ora del matrimonio. Dirlo fa un po’ strano. Fa anche un po’ di ansia… Ci sono mille cose da fare ancora, e sempre poco tempo. In questi giorni, però, per lo meno, ha preso il suo vestito. Abbiamo scelto anche le fedi, e non era così scontato riuscirci. È perfino riuscito a comunicare ai suoi testimoni che avrebbero dovuto fargli da testimoni. 

Poi, dovevamo scegliere le letture queste settimane. Ovviamente, siamo arrivati all’altra sera, quando alle 11 gli ho lasciato cadere sul letto i due lezionari, e lui ha sorriso: “Ok, inizia a leggere…”. Avevo fatto una preselezione, ma non è servita. Il giorno dopo mi ha detto: “Tra le letture che tu hai scartato, ne ho trovata una che a me piace…” E ti pareva! Perché lui è fatto così. A chi cerca di rincuorarmi con la frase: “Beh, meglio se va via, così decidi tutto tu”, dico solo che no, non conoscono Fabian. A chi invece a gennaio, saputa la notizia, ci ha messi in guardia con: “Dì ad Ale che i mesi prima del matrimonio sono stati i peggiori della mia vita”, dico solo che ora capisco il perché. Se si è come noi, così diversi e “passionali”, quando le cose ci stanno a cuore, si litiga tantissimo. E si litiga anche perché è odioso litigare per una cosa bella come il matrimonio. E su questa questione, ben due volte sono andata a letto senza dargli neanche la buonanotte. Dopotutto, è una questione di principio! 

È il 7 giugno e mancano esattamente 3 mesi al nostro matrimonio. Se ancora non mi sembra così reale, la prova abito di domani pomeriggio e il mio addio al nubilato di domenica (sì, io faccio l’addio al nubilato ben tre mesi prima di sposarmi), mi aiuteranno a rendermene bene conto. 

CON ALE NON VALE, perché lui ieri è riuscito perfino a far commuovere la nonna Rita, che all’idea di salutarlo ora e poi rivederlo probabilmente direttamente vestito da sposo quel giorno, gli ha intimato: “Ara de tornare casa! Che non te ne trovi un’altra in giro per il mondo!”. 

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